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La terapia con ossigeno iperbarico migliora la funzione miocardica

Di Geram Health April 29th, 2026 4 visualizzazioni

Introduzione
Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte nel mondo, il che rende urgente la ricerca di terapie adiuvanti innovative. L'ossigenoterapia iperbarica (HBOT), che consiste nel respirare ossigeno al 100% all'interno di una camera pressurizzata (tipicamente 1,5-2,0 ATA), aumenta i livelli di ossigeno plasmatico di 10-20 volte. Ciò consente all'ossigeno di raggiungere il tessuto cardiaco ischemico e iperperfuso, costituendo la base fisiologica per gli effetti cardioprotettivi dell'HBOT.

Come l'HBOT migliora la funzione miocardica
L'HBOT agisce attraverso molteplici vie molecolari:
• Modulazione antinfiammatoria: riduce l'espressione di HMGB-1, TLR-4, NFκB e HIF-1α, diminuendo l'infiammazione sistemica e cardiaca.
• Angiogenesi: aumenta l'espressione di VEGF ed EGF, promuovendo la formazione di nuovi vasi e la riparazione del miocardio.
• Effetti anti-apoptotici: inibisce la morte cellulare programmata nei miociti cardiaci, preservando il tessuto muscolare cardiaco durante il danno da ischemia-riperfusione.
Questi meccanismi agiscono sinergicamente per migliorare la contrattilità cardiaca e le prestazioni miocardiche complessive.

Evidenze cliniche: miglioramento della FEVS
La frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS) è un indicatore chiave della capacità di pompaggio del cuore. Una meta-analisi del 2025 pubblicata sul British Journal of Cardiology ha aggregato i dati di tre studi osservazionali (195 pazienti con coronaropatia dopo riperfusione). L'ossigenoterapia iperbarica (HBOT) ha aumentato significativamente la FEVS del 4,16% (IC 95% 0,97–7,34, p=0,01) rispetto ai controlli, senza modificare i volumi ventricolari, indicando un effettivo miglioramento della contrattilità.

Nell'infarto miocardico acuto, l'ossigenoterapia iperbarica (HBOT) combinata con la riperfusione ha ridotto i livelli di creatinchinasi (CPK) fino al 35% (p=0,03) migliorando al contempo la frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) (p<0,05), dimostrando direttamente una riduzione del danno miocardico.

HBOT nell'insufficienza cardiaca e nella cardiochirurgia
Per l'insufficienza cardiaca cronica con frazione di eiezione ridotta (HFrEF), uno studio randomizzato in corso sta valutando l'HBOT (3 cicli di 10 sedute a 2,0 ATA) in aggiunta alla terapia "Nuovi Quattro Pilastri" raccomandata dalle linee guida. Dati retrospettivi confermano già che l'HBOT è sicura e ben tollerata nei pazienti con insufficienza cardiaca.

Nella cardiochirurgia, il precondizionamento preoperatorio con HBOT migliora il lavoro sistolico del ventricolo sinistro, riduce il danno miocardico postoperatorio, abbrevia la degenza ospedaliera e abbassa i biomarcatori infiammatori (p<0,05). Questi benefici sono particolarmente preziosi per i pazienti ad alto rischio sottoposti a bypass aortocoronarico (CABG) o a chirurgia valvolare.

Ulteriori benefici cardiovascolari
L'ossigenoterapia iperbarica (HBOT) riduce anche la frequenza e la durata delle contrazioni ventricolari premature e della tachicardia parossistica e può ridurre le complicanze neurologiche dopo l'ablazione della fibrillazione atriale – un vantaggio significativo dato il rischio, seppur basso, di ictus associato alle procedure di ablazione.

Profilo di sicurezza
L'HBOT è generalmente ben tollerata. Gli effetti collaterali più comuni sono il barotrauma transitorio dell'orecchio medio e la miopia temporanea, entrambi in genere a risoluzione spontanea. La tossicità polmonare da ossigeno grave è rara con i protocolli standard (≤2,0 ATA, ≤120 minuti per sessione).

Conclusione
L'HBOT è una terapia aggiuntiva non invasiva, scientificamente validata, che migliora la funzione miocardica in diverse condizioni cardiovascolari: infarto miocardico acuto, insufficienza cardiaca cronica, periodo perioperatorio post-operatorio in chirurgia cardiaca e aritmie. I dati della meta-analisi, che mostrano un miglioramento del 4,16% della frazione di eiezione ventricolare sinistra (FEVS), insieme alla riduzione dei marcatori di danno e a un profilo di sicurezza favorevole, posizionano l'ossigenoterapia iperbarica (HBOT) come uno strumento prezioso nella cura cardiovascolare integrata.
Per ulteriori informazioni, consultare uno specialista qualificato in medicina iperbarica.

Riferimenti e ulteriori letture
Chen, S., et al. (2025). Hyperbaric oxygen therapy for coronary artery disease after reperfusion: a meta‑analysis of left ventricular function. British Journal of Cardiology.
https://bjcardio.co.uk/2025/01/hbot-coronary-artery-disease-meta-analysis/
Heyboer, M., et al. (2025). Hyperbaric oxygen therapy: cardiovascular mechanisms and clinical applications. Medical Gas Research, 15(1): 12‑22.
Italiano: https://journals.lww.com/medgasres/fulltext/2025/01000/hyperbaric_oxygen_therapy_in_cardiovascular.3.aspx
Liu, R., et al. (2026). Revisione sistematica degli effetti cardioprotettivi e antinfiammatori dell'ossigenoterapia iperbarica. Undersea & Hyperbaric Medicine, 53(2): 101-114.
https://www.uhms.org/publications/uhm-journal.html
National Center for Biotechnology Information (NCBI). Ossigenoterapia iperbarica per l'insufficienza cardiaca – ID ClinicalTrials.gov NCT05823714.
https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT05823714
Undersea and Hyperbaric Medical Society (UHMS). Indicazioni per l'ossigenoterapia iperbarica: malattie cardiovascolari.
https://www.uhms.org/resources/hbot-indications.html
Spiegazione delle pressioni nella terapia con ossigeno iperbarico: applicazioni a 1,3 ATA, 1,5 ATA e 2,0 ATA.
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